logotype
image1 image2 image3

categoria

L'Educativa Territoriale

INTERVENTI  PER FAVORIRE L’INTEGRAZIONE, L’EDUCAZIONE E LA CRESCITA SOCIALE DEI BAMBINI E DEGLI ADOLESCENTI NEL TERRITORIO

A.ULSS 21 – LEGNAGO

PREMESSA

Il mondo adolescenziale negli ultimi vent’anni ha seguito di pari passo i mutamenti sociali, presentandosi in maniera diversa a seconda della situazione di sviluppo delle diverse zone del territorio dell’ULSS 21. Fermo restando che nella descrizione dei fenomeni sociali, vale sempre il principio dell’individualità di ciascuna situazione e che le categorie comuni servono a descrivere ma non ad esaurire nella sua completa dimensione il fenomeno del disagio adolescenziale veicolato dai numerosi episodi di cronaca, è tuttavia possibile avanzare alcune linee di generalizzazione per l’esperienza sul territorio, dell’Azienda ULSS 21.

Per quanto riguarda l’adolescente in condizioni di disagio, si sottolinea come i comportamenti critici, tipici di questa fascia d’età, tendono ad acuirsi ulteriormente, evidenziando delle problematicità articolate e complesse, che possono assumere caratteristiche di dissocialità e di disadattamento. Alcuni di questi possono essere: gli atteggiamenti trasgressivi e di sfida nei confronti delle regole sociali, le espressioni di auto ed eteroaggressività con atteggiamenti distruttivi, gli atteggiamenti ambivalenti nei confronti della sessualità e dei sentimenti, la dipendenza dai rapporti e dalle regole del gruppo adolescenziale di riferimento, la tendenza all’assunzione e all’abuso di sostanze.

Nel caso del territorio dell’Azienda ULSS 2, nonostante si sia realizzato quanto auspicato dagli indirizzi regionali, cioè una gestione consortile tra tutti i 25 Comuni associati della tutela dei minori mediante la delega della materia all’Azienda ULSS 21, il fenomeno del disagio minorile è molto rilevante. Ne è una conferma l’indicatore regionale che vede il territorio dell’ ULSS 21 primeggiare per il numero dei minori allontanati dal nucleo familiare (il 5 per mille  rispetto alla popolazione minorile, vale a dire circa 120 minori).  Resta fuori tutta l’area del disagio potenziale su cui sarebbe necessario impostare un serio lavoro di prevenzione, operando attraverso interventi rivolti ai luoghi di aggregazione giovanile, con modalità e strumento innovativi, centrati sulla valorizzazione di abilità e motivazioni positive degli stessi adolescenti, in raccordo tra tutti i soggetti istituzionali e non implicati con il mondo adolescenziale.

FINALITÀ/OBIETTIVI DELL’INIZIATIVA

Richiamando le “linee guida Regionali 2008” per i Servizi Sociali e Sociosanitari della Regione Veneto per quanto riguarda le attività di protezione e tutela di minori/adolescenti risulta importante e prioritario attivare una rete di collaborazione tra servizi in grado di:

a.              valorizzare il lavoro di operatori di diversa professionalità e competenza istituzionale che si occupano di cura, sostegno e protezione di minori e adolescenti sul territorio dell’ULSS 21;

b.              attivare nuove forme di pratiche/strumenti/prassi di intervento realizzate nell’ottica di rete tra servizi pubblici territoriali, ULSS 21 e associazionismo presente sul territorio;

c.               condividere un sapere professionale patrimonio dell’intero territorio;

La necessità di fornire risposte adeguate al disagio sociale, relazionale, individuale, sempre più evidente nel contesto territoriale nel quale si opera, ha determinato l’esigenza di articolare una cultura del lavoro sociale che, in termini progettuali, fa riferimento ai seguenti presupposti:

  1. rispetto e difesa dei diritti del minore in qualsiasi situazione si trovi (tutela dei diritti);
  2. necessità di adottare approcci metodologici di ascolto, di relazione, di aiuto e di accompagnamento nel territorio (intervento individuale territoriale);
  3. promozione e attivazione di interventi non orientati solo alla soluzione di singoli casi, ma volti anche alla promozione delle risorse individuali, familiari e collettive (promozione sociale);
  4. collaborazione, nel rispetto dei singoli mandati, con i diversi specialisti del disagio verso una progettualità finalizzata allo sviluppo delle diversità, motivazioni, professionalità (progettazione integrata);

Tali presupposti pongono in primo piano sia l’importanza del lavoro di prevenzione del disagio sociale attraverso un lavoro integrato nella comunità, sia l’aspetto di riduzione del danno per l’affrancamento sociale della persona, minore e nucleo familiare di riferimento.

L’articolazione delle proposte si fondano sull’osservazione e sul rispetto dei bisogni espressi dai minori e dai nuclei familiari. E’ da questo presupposto che si realizzano e si concretizzano le azioni e gli interventi a favore dei minori sia a livello individuale, sia a livello di gruppo. L’integrazione tra i diversi attori   impegnati nel campo dell’aggregazione giovanile dovrebbe permettere la prevenzione dell’istituzionalizzazione del minore, soprattutto laddove le carenze appaiono momentanee, legate ad episodi contingenti o non si configurano come estremamente gravi ed irrecuperabili.

L’OTTICA DI RETE TERRITORIALE

Fedele ad un’ottica di integrazione dell’iniziativa nel tessuto sociale ed istituzionale cittadino, il progetto intende mantenere, consolidare e promuove connessioni allo scopo di contribuire allo sviluppo di una cultura di rete tra servizi e di reciprocità con la Comunità Locale. Tutte le principali attività condotte con i ragazzi si proietteranno nella Comunità Locale in una dimensione di partecipazione attiva alla cittadinanza del proprio paese. In quest’ottica si ritiene irrinunciabile un coinvolgimento diretto degli adolescenti e dei giovani nel fungere da conoscitori e soggetti della rete, piuttosto che meri utenti passivi di strategie strettamente funzionali ad una logica di promozione del servizio ed integrazione nel territorio. Altrettanto importante per un lavoro in rete produttivo è l’impegno da parte degli operatori del Centro di farsi carico di attivare e mantenere rapporti di collaborazione con la scuola, le associazioni, le parrocchie e gruppi locali per una migliore integrazione del ragazzo nel suo contesto quotidiano.

Inoltre, l’iniziativa vuole essere una risposta significativa nella costruzione di un sapere professionale condiviso e che sia in grado di avere una ricaduta nella comunità locale finalizzata al collocarsi come un’opportunità per il miglioramento della condizione giovanile. La rete del progetto è costituita da:

1.      A.ULSS 21 di Legnago

2.      25 Comuni del territorio

3.      Associazionismo del privato sociale

AMBITI DI INTERVENTO

L’iniziativa intende realizzare su tutto il territorio dell’ULSS 21 degli strumenti in grado di perseguire gli obiettivi sopra descritti. Tale intervento riguarda nello specifico i seguenti ambiti:

  1. interventi di centri diurni di aggregazione giovanile;
  2. interventi di supporto per minori con situazioni di disagio sociale in una ottica di domiciliarità;

 INTERVENTI DOMICILIARI

Gli interventi di sostegno al minore/adolescente e alla famiglia comprendono:

  1. sostegno alla quotidianità (accompagnamento a scuola, organizzazione familiare, salute ed igiene, ecc.);
  2. sostegno agli adulti del nucleo familiare in merito alla capacità di individuare ed attivare le risorse personali e di rete sociale;
  3. lettura e comprensione delle dinamiche familiari e della situazione personale del singolo minore rispetto alle difficoltà inerenti il suo sviluppo;
  4. mediazione tra i singoli membri del sistema familiare al fine di facilitare la comprensione delle reciproche difficoltà relazionali e la specificità dei bisogni emergenti.

Gli interventi rivolti a piccoli gruppi con problematiche e bisogni analoghi e sostegno/supporto alle famiglie con figli minori/adolescenti per facilitare il loro accompagnamento nei ruoli genitoriali per un numero complessivo di 75 famiglie sul territorio AULSS 21 di Legnago.

BENEFICIARI DELL’INTERVENTO

I principali beneficiari della presente proposta progettuale di intervento sono:

a. il minore/adolescente  offrire un intervento educativo in grado di prevenire e diminuire la rilevanza delle variabili di rischio presenti nella quotidianità delle esperienze, nell’ambito della famiglia, della scuola, del gruppo dei pari.  

b. il nucleo familiare, considerato un soggetto attivo negli interventi di sostegno a favore del minore. Si ritiene fondamentale, oltre a sostenere il nucleo familiare e favorire un progressivo accrescimento di responsabilità, recepire le istanze e coinvolgere il nucleo parentale stesso in riferimento alla progettualità impostata;

c. la rete sociale ed il territorio, al fine di realizzare efficaci azioni di prevenzione delle situazioni di crisi e di rischio psico-sociale, si ritiene necessario sviluppare percorsi personali e collettivi identificando la realtà territoriale esterna ed il più ampio contesto territoriale (centri di aggregazione giovanile di vario genere) come risorsa per la prevenzione delle criticità.

SISTEMA DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO

La funzione di valutazione del progetto persegue una doppia finalità:

a. consentire al progetto, in corso d’opera, di riconoscere i propri punti di forza e le proprie criticità e riorientarsi correggendo le criticità e valorizzando le proprie risorse;

b. riconoscere i risultati finali del progetto per trarre suggerimenti sulla sua estensibilità e\o il suo eventuale sviluppo futuro.

La funzione di valutazione  proposta è pertanto interna al progetto, funzione che non ha finalità di tipo sanzionatorio ma essenzialmente di apprendimento e di accompagnamento all’implementazione del progetto. E’ dunque un tipo di valutazione orientata al “learning”, che propone una logica partecipativa e funzionale al “costruire correggendo”.

        Fare valutazione di percorsi formativi e parallelamente promuovere l’implementazione di attività di mediazione scolastica all’interno delle strutture scolastiche coinvolte, significa rendere espliciti i processi attivati e trovare strumenti per rendere riconoscibili e valutabili i risultati dei percorsi di apprendimento e implementazione. Per promuovere processi formativi ed azioni di implementazione efficaci è pertanto indispensabile valutare nella piena accezione del termine, garantendo senso alle azioni intraprese, avviando processi di riflessione e consapevolezza in tutti i soggetti coinvolti, dei formatori e ai ragazzi/e mediatori.

        Valutare richiede anche di assumersi la responsabilità del giudizio, di essere attori autorevoli del processo decisionale. Dotarsi dunque, parallelamente ad un percorso formativo e di implementazione, di un sistema di valutazione accurato, consentirà di individuare obiettivi precisi, di verificare i risultati attesi coinvolgendo gli attori in un processo di apprendimento ulteriore, di crescita, preservandoli dai vissuti di impotenza e di onnipotenza, permettendo loro  di valorizzare i singoli piccoli passi, di riconoscerli come successi e di individuare le criticità e i rischi e prevedere interventi migliorativi. In tal senso la valutazione “dall’interno” del progetto è una costruzione di significato che coinvolgerà  i diversi attori che partecipano alla realizzazione del progetto. L’azione di valutazione si concentrerà nel porre l’attenzione ai processi con i quali si andranno a realizzare le varie attività sia di promozione dell’aggregazione giovanile sia di prevenzione del disagio nei territori coinvolti dal progetto. Le questioni poste all’attenzione saranno in particolare:

- la riflessione culturale prodotta

- la motivazione dei ragazzi/e che frequentono i centri diurni di aggragazione

- la modalità del progetto

- la congruenza della formazione ai bisogni degli utenti e dei servizi  coinvolti

Tale percorso di valutazione sarà guidato dai seguenti criteri di giudizio:

1.la coerenza fra gli obiettivi impliciti ed espliciti del progetto e gli obiettivi istituzionali. Tale criterio consente di mettere in evidenza il senso dell’iniziativa rispetto ad un contesto istituzionale di riferimento.

2.l’adeguatezza fra gli obiettivi dichiarati, l’articolazione dei contenuti e le scelte metodologiche, le attese e le esigenze dei servizi coinvolti e la domanda del singolo territorio. Tale criterio, unitamente al precedente, consente di valutare la tenuta del progetto,

3.l’utilità e l’interesse che consentono di avere un feedback sui vantaggi che i partecipanti percepiscono di aver conseguito partecipando all’iniziativa,

4.la soddisfazione che permette di misurare le reazioni prodotte sia da parte degli adulti sia per quanto riguarda i responsabili degli enti coinvolti, evidenziando gli aspetti trascurati o quelli di maggior successo. Tale criterio misurerà anche la soddisfazione, da parte dei ragazzi sui criteri e modalità di accesso all’attività.

Attraverso l’analisi dei risultati di questionari somministrati ai ragazzi, agli adulti di riferimento e agli operatori, si intende dunque confrontare i diversi punti di vista al fine di valutare la congruenza del progetto alle esigenze dei ragazzi e agli obiettivi del progetto stesso, la percezione delle capacità acquisite giungendo infine ad osservare la riflessione culturale prodotta e l’impatto che i percorsi di prevenzione ed intervento hanno determinato nel contesto sociale.